TERAPIA SEGUITA ALL'OASIS OF HOPE HOSPITAL

dottor F.Contreras

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La terapia seguita da questo centro è anche quella che noi abbiamo fatto in seguito a quella iniziata da soli a casa. Facendo riferimento al sito avrete già molte informazioni in inglese. Le info in italiano le avete dal testo indicato qui a fianco, e dal testo inglese "Dismantling Cancer", entrambi scritti dal dottor Francisco Contreras.


Personalmente, posso testimoniare quanto segue:


" La terapia proposta dal dottor Francisco Contreras (già iniziata dal padre Ernesto) è in continuo mutamento.


All'Oasis of Hope Hospita, infatti, c'è un'equipe medica e di ricercatori che continuamente si informano e fanno ricerca x migliorare l'approccio terapeutico, introducendo man mano quanto ritengono utile per ingaggiare la complicata battaglia contro il cancro.


Loro sanno bene che non esiste una "pallottola d'argento" x vincere il cancro, ma esistono molte cose che possono e devono essere fatte. Tra cui:


- mantenere l'ambiente interno del corpo basico, perchè è in ambiente acido che si sviluppa il tumore;


- usare raggi UV per sterilizzare il sangue, per eliminare i funghi presenti;


- alte dosi di vitamina C che servano come terapia ossidante (una chemio benefica);


- usare l'amigdalina (B17 o Laetrile) per via endovenosa per uccidere e tenere sotto controllo le cellule tumorali;


- cambiare alimentazione, e seguire una dieta che aiuti il corpo a rinforzare le difese immunitarie, e ad arricchire di enzimi che aiutino i processi chimici interni (mentre la nostra normale alimentazione già da sola ci fa ammalare);


- mantenere il fegato pulito, perchè ci aiuti a smaltire le cellule tumorali che man mano muoiono sotto il bombardamento delle terapie;


- aiutare i malati a non avere paura, e ad affrontare la battaglia con fiducia e anche con fede.


E molto altro ancora... E certamente da quando sono stata da loro, avranno aggiunto altro.


A questo a volte associano anche la chemioterapia, ma in modo blando e controllato, mai smodato come fanno altrove, perchè sanno quanto la chemioterapia possa compromettere l'equilibrio del corpo, si tratta di veleni potenti e dannosi.

Il percorso terapeutico dipende dalla disponibilità del paziente. Noi siamo andati 5 volte, le prime due siamo rimasti due settimane, le altre 3 siamo rimasti solo una settimana.


Quando si torna a casa, i medici danno una terapia specifica da seguire.


Si va accompagnati, si ha a disposizione una camera con un letto ospedaliero ed un letto matrimoniale, bagno privato, come in albergo. A meno che non si sia costretti a letto, le terapie prendono poco tempo, poi si esce e si va al mare, o a passeggiare.


Si passa molto tempo con gli altri pazienti e le loro famiglie, arriva gente da tutto il mondo, anche questo "mischiarsi" aiuta a stare meglio, ci si confronta, ci si incoraggia a vicenda.

Il costo dipende dai trattamenti, si capisce che non è un servizio della ASL... (no comment), e si paga di conseguenza. Ma se si pensa che abbiamo passato due giorni in clinica privata a Torino ed abbiamo pagato 5000 euro, allora 12-15000 euro per 15 giorni compreso vitto e alloggio, con un'intera equipe che si dedica a te, e terapie sane e che funzionano, beh, non sono soldi sprecati.

Il mio giudizio? Se mi ammalassi a mia volta, è lì che andrei. E, se non avessi soldi, piuttosto, mi offrirei di far le pulizie in ospedale x avere i loro trattamenti.


Mio marito Pietro non ce l'ha fatta, ma devo ammettere che siamo arrivati troppo tardi, quando i medici italiani hanno detto che x loro non c'era più nulla da fare. Glia hanno dato 3 mesi, ed è ancora vissuto 3 anni.


Ma molti che ancora oggi sono mie amici ce l'hanno fatta. In nessun altro posto al mondo ci sono state tante "guarigioni" (metto tra le guarigioni anche la riduzione significativa del tumore, che viene mantenuto sotto controllo, consentendo una vita normale).


Di questo posto e dei risultati ottenuti dai dottori Ernesto e Francisco Contreras (laureato in Austria, tra l'altro) non vi sono notizie tra i nostri "super-medici", perchè le case farmaceutiche ne impediscono la pubblicazione sulle riviste mediche. Troppi interessi economici, poco interesse genuino x i pazienti.

Giorgia Testa