Strategie vincenti

Il fattore fondamentale, cioè la valutazione di come si senta il paziente, è una questione secondaria secondo la medicina ufficiale. Se il tumore è ancora attivo, secondo i canoni oncologici, la cura viene considerata fallimentare...

dott. Ernesto Contreras

“In un congresso mondiale in Sud America, mio padre venne invitato a presentare alcune documentazioni su casi di pazienti che avevano ottenuto beneficio dalla sua terapia metabolica. Di norma tutto ciò che viene esposto in questo congresso è poi pubblicato dalle migliori riviste di medicina. Così non fu per mio padre. Una grande quantità di obiezioni venne sollevata da medici che non ritenevano che i metodi alternativi dovessero essere pubblicizzati su testi scientifici. Chiesero a mio padre di presentare i suoi casi ad una commissione di oncologi allo Sloan-Kettering Memorial Hospital per determinare se i nuovi metodi avessero una base sufficientemente scientifica da poter essere divulgati.

Accompagnai mio padre con entusiasmo. Pensavo che sarebbe stato necessario un miracolo, ma quella poteva essere l’occasione giusta perché la sua terapia ottenesse dei consensi negli Stati Uniti.

Arrivammo in una sala conferenze dove si trovavano dodici medici i cui volti lasciavano intendere chiaramente che eravamo già condannati. Mio padre cominciò a presentare il suo primo caso ed alzò la prima radiografia per mostrare la dimensione e la collocazione del tumore all’inizio delle cure sul paziente, Poi mostrò un’altra lastra dello stesso paziente dopo che era stato sottoposto alla terapia metabolica da lui ideata.

Prima che potesse proferire un’altra parola, un oncologo si alzò e gli chiese di fermarsi. Si diresse fuori dal salone e subito ritornò con due radiografie. Disse a mio padre: “Guardi questa radiografia. Qui il mio paziente ha due tumori. L’ho curato ed ecco questa lastra … Il tumore se n’è andato completamente! Guardi la radiografie del suo paziente: il tumore è cresciuto!”.

Mio padre chiese a quel medico: “Come sta il suo paziente ora?”. Rispose che era morto. Mio padre commentò allora che la seconda radiografia del suo paziente era stata fatta otto anni dopo la prima e che quell’uomo era ancora vivo, lavorava e si godeva la vita. L’oncologo disse a mio padre che i suoi metodi non potevano essere considerati efficaci perché i tumori non erano stati sradicati.

La classica definizione di successo nella cura del cancro si riferisce al momento in cui viene eliminato un tumore. Il fattore fondamentale, cioè la valutazione di come si senta il paziente, è una questione secondaria. Se il tumore è ancora attuvo, secondo i canoni oncologici, la cura viene considerata fallimentare, anche quando il paziente si sente magnificamente bene”.


TRATTO DA: Francisco Contreras, Vivere liberi dal cancro. Una speranza concreta, 2003, Editrice il Dono (titolo originale: Hope of living cancer free) clicca qui