Oggi anche io posso dire la mia da paziente


Prologo

Per tutta la mia vita accanto al mio primo marito Pietro (ora col Signore), e negli anni a seguire vicina come possibile ai pazienti che mi scrivevano attraverso questo sito, ho solo potuto dare consigli sulla base dell'esperienza di altri. Ma oggi finalmente posso parlare per esperienza personale, perché da qualche mese anche io ho il cancro. Dire "finalmente" sembra brutto, e non sono certo felice di essere malata, ma sono almeno contenta di poter condividere con tutti i malati di cancro le medesime esperienze, per confortarci e consigliarci a vicenda.


Ottobre 2018 - Il piccolo nodulo - 0,5 cm

Erano almeno 4 anni che avevo un piccolo nodulo, più piccolo di un pisello, nella parte laterale esterna del mio seno sinistro, mobile e quieto.

 

Non ho mai seguito il programma di "Prevenzione Serena" di screening per il cancro alla mammella, per scelta ponderata e personale. La mammografia infatti rilascia radiazioni molto dannose nel nostro corpo, aumentando ogni volta del 2% la possibilità di contrarre il tumore. Un cane che si morde la coda fare diagnostica preventiva con uno strumento altamente cancerogeno, non vi pare?

 

La mia formazione scientifica mi ha sempre spinta a cercare di capire ciò che riguarda la scienza con mente ben aperta. Non accetto passivamente da nessuno (soprattutto se ateo) che mi dica come debba funzionare il creato di Dio, tantomeno non accetto che mi si imponga senza spiegazione una cura sulla base della fiducia nel "medico" come figura infallibile e super partes.. Ho poi avuto molte esperienze che mi hanno convinta che anche i medici sono uomini come noi, con dubbi, incertezze, e come tutti commettono errori. Considerando poi quanto inquinanti negli ultimi 50 anni siano stati gli interessi economici a discapito della buona medicina... beh, allora nessuno dovrebbe fidarsi troppo dei protocolli imposti per asservire le SPA farmaceutiche di tutto il mondo. Questa è la mia personale opinione, naturalmente tutti sono liberi di pensarla diversamente.

 

In ogni modo, da quando ho scoperto le potenzialità anti-metastasi della vitamina B17, non ho mai smesso di fare prevenzione. Le armelline grezze di albicocca (contenenti in gran quantità vitamina b17 o amigdalina) sono da anni parte della mia quotidiana alimentazione preventiva per il tumore. E così è per tutte le persone che si sono informate e che hanno voluto fare ugualmente. A riguardo nel sito c'è molto materiale.

 

Lo scorso ottobre 2018, a causa di stress e stanchezza, e sicuramente di un'alimentazione sbagliata (quando si lavora troppo, non si fa attenzione come si dovrebbe alla dieta) il mio piccolo nodulo ha cominciato a crescere, fino ad arrivare a circa tre centimetri di grandezza in meno di due mesi...

 

Grazie all'aiuto del mio Padre Celeste, della preghiera e del supporto di tanti fratelli e sorelle in Cristo, non mi sono persa d'animo, ed ho potuto affrontare con serenità e fermezza la situazione. Ho quindi ripreso in mano la mia dieta (soprattutto ho eliminato latte e latticini e tutti i cereali), ed ho ordinato in California la vitamina B17 in pastiglie da 500 per rinforzare la cura (che prima era solo prevenzione), insieme a : Essiac e cardo mariano per tener pulito il fegato, enzimi per migliorare le reazioni chimiche del corpo, vitamine, funghi Schritaky e aglio Kyolic per aumentare le difese immunitarie, cartilagine di squalo come anti-angiogenetico (chiude i piccoli capillari attraverso cui il tumore si nutre, sconsigliato per chi ha problemi cardio circolatori).

Ogni giorno ho pregato e fatto la mia home-therapy.

 

Ho comunque prenotato un'ecografia di controllo privatamente. Poteva trattarsi di una ciste acquosa infatti, non si può subito saltare alle peggiori conclusioni.

Ho scelto l'ecografia e non la mammografia, ovviamente. 

 

Questo è il principio della storia...


Novembre 2018 - Ecografia - mammografia - 3 cm

Il medico si accinge a farmi l'ecografia, e non appena posa l'ecografo sul nodulo duro, si spaventa e comincia ad agitarsi. "Signora, se me lo permette io le farei la mammografia per capire meglio la natura di questa brutta ciste, con l'ecografia non capisco...". In quel momento mi sono sentita coinvolta, ed ho acconsentito, trascinata dall'evidente agitazione del dottore. Grande errore, dovevo immaginarlo... Facendomi la mammografia, dato che ho il seno piccolo ed il piccolo tumore esposto, sotto pelle, il mammografo strizza-tette mi ha talmente premuto sul nodulo direttamente, da causare una terribile infiammazione da subito. Il piccolo tumore di 3 cm in due mesi è diventato di 6 cm, tra novembre e gennaio...

Il medico radiologo mi saluta intimandomi spaventato di andare subito a fare una biopsia, dicendo che non c'è tempo da perdere, e augurandomi buona fortuna con le lacrime agli occhi.

 

Mi ha fatto tenerezza il medico, era seriamente spaventato...ma chissà se insegnano alla facoltà di medicina che la prima malattia del mondo è la perdita di speranza? ...


Gennaio 2019 - Candiolo - mammografia - biopsia - 6 cm

Consigliata dal medico di famiglia, da amici e parenti, sulla scia della loro più che della mia effettiva agitazione, ma anche spinta dalla curiosità di sapere effettivamente la natura del tumore che mi stava crescendo in seno, prendo appuntamento a Candiolo, il "Tempio delle cure x il Tumore".

 

Dirò ciò che sto per dire con estremo rispetto per tutti i cari malati che frequentano gli ospedali per necessità, cercando buone cure e incoraggiamento.... Ritengo seriamente - nei 10 anni in cui non ho più dovuto frequentare gli ospedali - che non siano stati fatti grandi passi avanti nelle cure oncologiche proposte. Molti passi indietro invece ne sono stati fatti nella misericordia e nel supporto al paziente.

 

La prima cura è credere di avere speranza. Quella stessa che ti tolgono gli oncologi la prima volta che ti parlano. Io mi sono recata a Candiolo solo per fare una biopsia, ed hanno anche voluto rifarmi la mammografia che avevo appena fatto altrove, perché così prevede il loro protocollo (2% + 2% di possibilità in meno di guarire?). Mi hanno ri-strizzato nuovamente il seno e il tumore fino alle lacrime. E poi lo hanno bucato con un grosso ago, ravanando a destra e manca per ottenere il loro campione di tumore, ed il loro campione di linfonodo sentinella. Risultato? Un'ematoma nero sotto il seno per 20 giorni, tanta nuova infiammazione ed una nuova massa (forse tumorale, ancora non so) accanto al tumore originario. Secondo mio grosso errore nel lasciarli fare...

 

Risultato della biopsia? Andai solo per ritirarla. All'atto della consegna, sapendo che non sarei rimasta a Candiolo per le "cure", la biologa mi consegnò la busta chiusa, e non si trattenne dal dirmi a bruciapelo: "è confermato, brutto tumore". Ma proprio non lo capiscono che le docce fredde fanno male alla salute? La parola costruisce e distrugge...

Senza neppure rispondere a tanta inutile franchezza, uscii dallo studio della dottoressa, mi accomodai nella sala d'attesa in mezzo ai comuni mortali, e lessi con calma insieme ad Ennio (mio marito) la sentenza già largamente annunciata, cercando di capire ogni parte del documento.

 

Carcinoma infiltrante di 6 cm, con consiglio di terapie (chemioterapie o radioterapie) per ridurre la massa elevata (causata dalle mammografie-ndr) prima di asportazione chirurgica.

Buone notizie: linfonodo sentinella non interessato, e tumore senza le caratteristiche tipiche del tumore che metastatizza.

 

Insieme Ennio ed io guadagniamo la porta del "Tempio x la cura dei tumori", senza voltarci indietro... e sgommiamo verso casa sulla mia nuova fiammante Opel Adam gpl! (qualche regalo bisogna concederselo in tempi di crisi, per pensare positivo!).


Inizio Febbraio 2019 - Dal senologo - 4 cm

Dalle mie visite a Candiolo io ho staccato la spina con tutti i "medici da protocollo", e semplicemente mi sono messa in pace con me stessa e con il mio caro Dio, per uscire dalla inutile e deleteria spirale della paura altrui. Così facendo ho potuto continuare la mia terapia casalinga, pregare con i miei figli, e ritrovare la lucidità scientifica che mi appartiene. Da gennaio (biopsia a Candiolo) arriviamo a febbraio. L'ematoma causato dalla biopsia sparisce, l'infiammazione al seno e ai linfonodi causata dalle mammografie si quieta; il tumore si riduce almeno a 4 cm (evidente alla palpazione). Una nuova massa di circa 2 cm rimane nel seno accanto al tumore in seguito alla biopsia (non si sa se tumore o tumefazione...). Altro regalo della medicina ufficiale...

 

Per avere un altro parere, prendo appuntamento da un noto senologo del mio paese per valutare l'eventuale asportazione del tumore. Durante la visita di circa 15 minuti al costo ormai acquisito a livello nazionale di 150 euro, il medico nell'ordine mi disse:

1) perché aspettare 4 anni con una ciste simile nel seno, è da pazzi;

2) ora non c'è nulla da scherzare, bisogna correre;

3) lui opera solo se riduciamo decisamente la massa di 6 cm con chemio tosta (quando gli accenno che il tumore non è più di 6 cm, ma di 4, mi dice : "No, quello che lei mi dice non è assolutamente possibile". Io penso: Gloria a Dio!).

 

Dunque, il senologo mi manda dal suo amico oncologo di Torino per una prima visita oncologica, per decidere le terapie per ridurre il tumore prima della chirurgia.

 

Mi lascio la porta alle spalle anche del senologo, e mi dimentico di pagare. Ho poi dovuto chiamare x scusarmi e fare un bonifico. 


Fine Febbraio 2019 - Dall'oncologo - 3 cm

Ancora nel mese di febbraio mi reco dall'oncologo indicatomi dal senologo.

 

Entro, mi visita. Poi scrive sul suo pc per circa 30 minuti. Si alza e comincia a spiegarmi...

1) Ho un carcinoma infiltrante lobulare

2) Non ha il gene della metastasi quindi al 90% non metastatizza

3) Questo tipo di tumore non risponde bene alla chemio e alla radioterapia

4) Mi prescrive 6 mesi di chemio anche se ha appena detto che non funziona sul mio tipo di tumore

 

Rimango un attimo attonita, e dico che il tumore è decresciuto da 6 a 3 cm nell'ultimo mese (l'oncologo mentre parlo non mi ascolta), che credo che la chemioterapia sia solo un veleno irreversibile per il nostro corpo, a maggior ragione nel mio caso che non funziona bene... Dico che sono interessata all'immunoterapia, ovvero a cercare di elevare le mie difese e a ristabilire quanto possibile le capacità auto-curative del mio corpo. Lui mi guarda con aria sospetta e mi dice che l'immunoterapia sul mio caso non funziona. Poi scopro che in Italia l'immunoterapia è solo ai suoi primi passi, avendo fatto ricerche personali contattando tutti i principali centri in cui viene applicata, compresi i centri noti quali Siena e Milano.

 

Poi mi da un foglio, sul quale lui ha già scritto e deciso tutto quello che dovrei fare per i prossimi sei mesi (chemio e ormoni-soppressore). Mi prescrive anche e finalmente una TAC dell'addome superiore con contrasto, che nessuno finora si è preoccupato di farmi fare, e che io fossi medico riterrei rilevante (il tumore è localizzato, o è andato in giro?). Ma in fondo li capisco, risparmiano sulle tac, tanto fanno la chemio in tutto il corpo: se il tumore è localizzato oppure no, è irrilevante: con la chemio sterilizzano tutto... aiuto.

 

Il medico mi saluta, dicendo: "tranquilla, la risolviamo" e mi dà appuntamento alla prossima settimana, mi vuole subito ricoverare per fare TAC, mettere catetere venoso centrale, fare prima chemio da ricoverata per vedere come la tollero... Non mi chiede neppure se la prossima settimana sono libera, se ho famiglia, se ho un lavoro, se posso, se voglio, nulla... tutto programmato secondo protocollo standardizzato. 

 

Mi lascio un'altra porta alle spalle e raggiungo nella sala d'aspetto la mia prima figlia e l'ultimo, Miriam e Jonathan. Usciamo dall'ospedale e andiamo a mangiarci un bel panino. Dico a Miriam: " 6 mesi di chemio, dice che la risolviamo". Miriam mi guarda con la sua migliore espressione di disgusto e dice: "Ma figurati, hai sempre detto che non l'avresti mai fatta!".

 

Improvvisamente torno in me... "E' vero, hai ragione, ma che cavolo".

I figli ci ricordano spesso chi siamo.... menomale.


Bye Bye oncologia ufficiale...

La domenica successiva stavo lavorando al mio rifugio (Rifugio Alpino Santa Pulenta, per chi volesse venirci a trovare chiamate Ennio per prenotare 348.2660592 - pubblicità occulta) e nel pieno del servizio ricevo la gentile chiamata di un'infermiera dell'ospedale di Torino. Voleva dirmi quando presentarmi per il ricovero, il giorno successivo.

Lascio la cucina, esco sulla balconata che dà verso la montagna, e dico: "Grazie cara per il suo lavoro, avvisi lei per cortesia il dottore che non verrò, ho scelto un'altra strada". "Oh davvero, bene, avviso il medico...buona fortuna". La sua voce era sorpresa, ma credo anche sollevata... O così mi è parso, visto che ero sollevata anche io...

 

Lasciata la strada maestra dell'oncologia ufficiale, mi sono recata dal mio medico di famiglia, pregando che non volesse ostacolare la mia defezione. Ho richiesto l'esenzione 048 per patologia, per poter fare gli esami a me necessari senza pagare (cosa dovutami, visto che la malattia era già stata dichiarata). 

Così il mio medico mi ha prescritto analisi del sangue e Tac addome superiore in una clinica convenzionata di Torino. La PET - che io ritenevo importante - l'oncologo di Torino l'ha sconsigliata, dicendo che nel mio caso da falsi risultati. Boh.

 

Nel contempo ho parlato col mio medico, ed ho deciso di iniziare la terapia blocca ormoni femminili, dato che il mio tipo di tumore dalla biopsia è risultato molto sensibile. Le controindicazioni sono varie, ma diciamo che tutto sommato si può tollerare un po' di stanchezza, qualche mal di testa, e qualche caldana. Io sono già in menopausa, dunque le controindicazioni sono inferiori rispetto a chi è ancora in età fertile e deve fermare tutto l'ambaradan...


Fine Febbraio 2019 - TAC

Faccio la Tac, e con una certa ansia mi appresto a leggere i risultati.

Tutto bene, nessuna ciste o presenza tumorale in nessuna parte del corpo scannerizzata...

Stranamente non fanno alcun riferimento al tumore al seno, che delusione, volevo veder confermato che la massa si era ridotta. Mah, misteri della scienza.


14 Marzo 2019 - Il morfologo del sangue

Poco prima di partire per l'Oasis of Hope - il posto da me scelto per curarmi - sono stata visitata da un capace morfologo del sangue. Quella che vedete qui a lato è l'immagine al microscopio del mio sangue. I globuli rossi sono tutti addossati l'uno all'altro perché il mio corpo non ha più capacità di digestione delle proteine (ed io ne mangio già pochissime), così una sostanza colloidale si forma e incolla i globuli, portando il sangue ad avere anche mancanza di ossigeno. Il fegato, i reni, tutto lavora male, nella foto si vedono anche batteri (il mostro verde), funghi, e anche cristalli di acido urico (che non si vedono in questa foto). Nel mio sangue ha anche trovato molta concentrazione di metalli dannosi.

 

Ho capito bene che non si può essere sani se il nostro stesso sangue è malato. Davvero siamo quello che mangiamo, quello che beviamo, e come viviamo, quello che pensiamo e diciamo di noi stessi. Ovviamente il morfologo mi ha messa a dieta stretta, ci vorranno 8 mesi per ripulire il sangue, ma mi ha anticipato che - ripulito il sangue - la malattia verrà naturalmente guarita dal corpo, così come Dio ha stabilito che sia. Non è un caso che anche all'Oasis of Hope del Messico parte integrante della cura di detossificazione sia la dieta... una dieta da imparare e portare a casa, che diventi quotidiana e preventiva per il futuro.

 

Guardate quei globuli...che pena, non riescono neppure a respirare. Ed io sono una che mangia anche bene.... chissà i vostri!

 

Riguardo alla buona dieta per la buona salute, in Italia abbiamo un gran dottore, il dottor Piero Mozzi, vale assolutamente la pena di ascoltarlo. Troverete in internet molto del suo lavoro. Qui sotto uno dei tanti video disponibili.


17 Marzo 2019 - Ritorno all'Oasi della Speranza...

Dal primo momento in cui ho sentito la mia ciste muoversi ed aumentare, lo scorso ottobre, io ho subito scritto al dottor Francisco Contreras dell'Oasis of Hope Hospital di Tijuana in Messico. Potete visitarne il sito qui. Troverete la spiegazione dettagliata di tutte le terapie, e testimonianze di pazienti da tutto il mondo.  Un fantastico posto dove trovare cure che curano (e non devastano) unite all'amore cristiano, che per me vale più di ogni cosa. Ci sono stata 10 anni fa con Pietro, mio primo marito e padre dei miei 4 figli. Abbiamo avuto molto da queste cure e da questi medici amorevoli, ho imparato tutto quello che so su come bisogna affrontare la malattia, e sono grata per questo.

 

Ho scritto per sapere quale terapie avrei potuto fare nel mio caso. Nei mesi successivi mi sono tenuta in contatto, e man mano che avevo risultati degli esami (biopsia, mammografia, TAC) li ho mandati all'ufficio dell'ospedale. Mi hanno seguita, e quando mi sono finalmente decisa, ho programmato il mio percorso di cura all'Oasis, che è cominciato Domenica 17 marzo, e che si concluderà (primo ciclo) il 31 marzo.

 

Cosa faccio qui?

- detossificazione del corpo

- terapia per rinnovare i sali minerali che mi mancano nel corpo

- ozonoterapia che causa un effetto a cascata di ossigenazione del sangue, dei tessuti e così anche delle cellule cancerogene

- terapie tossiche per le cellule tumorali con alto dosaggio di vitamina C e vitamina B17

- ipertermia, che cambia il microambiente delle cellule tumorali rendendole più vulnerabili alle terapie ossidanti effettuate

- vaccino specifico fatto prendendo le mie cellule tumorali e creando una coltura iniettata a più riprese di cellule natural killer attivate, per la distruzione del mio tumore

E mentre faccio tutto questo, sono circondata da positività, amore, preghiera, fede in Dio, che è il primo Guaritore. 

 

Ringrazio ogni giorno perché possano esistere posti come questo ovunque, davvero oasi di speranza in un mondo che non regala che sentenze di morte.  Speranza x tante care persone che meritano di vivere la loro vita fino all'ultimo dei giorni da Dio a loro concessi, invece di morire prematuramente a causa di false cure che arricchiscono i pochi.

 

Detto questo, come cristiana, desidero ricordare a chiunque legga che le cure sono solo cure umane, e che grazie al prezioso sangue versato dal nostro Signore Gesù Cristo, chiunque creda che Lui è il Figlio di Dio è salvato, liberato e guarito. E questa è la verità più potente in questo nostro mondo di passaggio, in questo tempo di salvezza...


21 Marzo 2019 - Incontro col dottor Francisco Contreras

Questa mattina (21 marzo) il dottor Francisco Contreras - direttore dell'Oasis of Hope Hospital - mi ha chiamata al mitico quinto piano (sembro Fantozzi). 

Mi ha fatto piacere rivederlo dopo tanti anni, questa volta come paziente.

 

Mi ha detto: "Sono molto felice di conoscere una donna che potrà essere di incoraggiamento a tante donne con tumore al seno. Ha tenuto una ciste al seno sotto controllo senza paura per 4 anni, usando la vitamina B17".

 

Si è fatto raccontare la storia, ha guardato tutta la mia documentazione, e poi mi ha detto che nel mio caso il tumore è guaribile. Mi ha consigliato di continuare a prendere la pastiglia x sopprimere la produzione di ormoni femminili, perché contribuirà a far sparire del tutto il tumore. Mi ha assicurato che nel mio caso la chemio avrebbe fatto solo danni, e che grazie al fatto di non averla accettata ora le cure che mi fanno saranno risolutive, perché il mio sistema immunitario non è stato in alcun modo compromesso, se non dalla mia stanchezza.

 

Mi ha anche consigliato di fare la PET, diversamente da quanto consigliatomi a Torino, per avere chiara la situazione del tumore attivo nel corpo, per confermare che non è andato in giro, ma anche per capire che cosa ho di attivo nel seno e cosa no.

Così lunedì prossimo andrò a San Diego a fare la PET. Vi terrò informati...

 

Per ora comunque tutto bene, sto facendo le mie terapie, godendomi con mio figlio Leonardo il tempo insieme, e lodando la bontà del Signore.


La PET...

Risultato della PET: nessuna metastasi grazie a Dio. Ma - come temevo - i tumori sono due adesso. Il mio tumore originario - che si è ridotto a meno di 2 cm, duro e denso - e un tumore nuovo, che ho solo da quando mi hanno fatta la biopsia, meno denso esternamente, con la parte attiva solo all'interno, ma più grande del mio originario, di circa 3/4 cm. Eppure avevo detto chiaramente che non ritenevo opportuno "stuzzicare il can che dorme" (e neppure dormiva! era arrabbiato nero). Ma non mi hanno dato retta, come sono soliti fare i medici che san tutto... La biologa ha infilzato il tumore con quel grosso ago più volte, ravanando a destra e a manca... Manco fossi stata un pollo da infilzare. Eppure lo sapevano già che si trattava di un tumore non benigno.... Ma tanto a chi importa, tanto il protocollo prevede chemio a manetta e asportazione.... uno, due, tre... non importa quanti sono. Sono tornata a casa con un bel ematoma blu... Quando è sparito, al suo posto una nuova massa.

Io posso avere delle opinioni estreme in materia, ma questa realtà è del tutto oggettiva: prima ne avevo uno solo, adesso devo guarirne due nello stesso seno. Grazie Candiolo! Grazie "medicina ufficiale".

Curare con l'amore...

selfie con una coppia di pazienti ed il pastore Ernesto Lopez, che si occupa della lode e della preghiera ogni mattina
selfie con una coppia di pazienti ed il pastore Ernesto Lopez, che si occupa della lode e della preghiera ogni mattina

Serve così poco per ottenere dalle buone terapie ottimi risultati: un semplice sorriso.

Sorrisi da chi fa le pulizie, sorrisi dalle infermiere e dagli infermieri, sorrisi dai medici e, di conseguenza, sorrisi dai pazienti. Anche da quelli con metastasi in tutto il corpo, che avrebbero poco di cui ridere.

 

Ci sono cose che vengono dal cuore, e che non si possono comprare...

 

Ma l'incoraggiamento più grande è iniziare la giornata con la preghiera al mattino, tutti insieme, ognuno con la sua flebo. Sì, una sferzata di amore e energia soprannaturale che cade direttamente dalle mani del nostro meraviglioso Salvatore. Una certezza di guarigione che viene dal cielo, e che non dipende dall'uomo e dalle sue terapie...

 

Un clima di amore, speranza, condivisione che non si trova neppure in tante chiese.

 

Care persone che arrivano da tutto il mondo anche nelle peggiori condizioni, che hanno speso magari fino all'ultimo centesimo solo per trovare un po' di pace e speranza.

 

E sta proprio qui la vera vergogna della medicina ufficiale, fatta di protocolli propinati senza guardare in faccia nessuno, di omertà e dure verità da accettare senza replica, di stanze silenziose e piene di paura e lacrime inutili. Nessun sorriso, nessuna speranza, nessuna preghiera, se non quella per l'estrema unzione... E nessuna possibilità di poter avere a casa propria il medesimo protocollo di buona medicina, magari anche col sostegno delle ASL a costo zero, per tutti. Vergogna!

 


Il ritorno a casa

Eccomi di nuovo a casa.

Fatte le buone cure, integrata la dieta dell'Oasis of Hope con quella del morfologo e quella del dottor Mozzi, ora procedo un giorno alla volta, prendendo tutti i nutraceutici che mi hanno dato per la home therapy.

 

Fra tre mesi una PET di controllo.

 

Sono nelle capaci mani del Signore, lo so che un giorno mi sveglierò e Lui mi avrà guarita.

Ma aspettando quel giorno, sto in campana e aspetto che la piccola brigata di linfociti natural killer diventi un esercito, e che attacchi le cellule tumorali. Avanti tutta!!

 


To be continued...


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